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Diario
Amico
10 anni, un
compleanno importante!
Anche in questo anno scolastico abbiamo un amico molto speciale che ci
accompagna tutti i giorni di scuola: un Diario Amico.
E’
speciale non solo perché è realizzato dai bambini che frequentano le
nostre scuole, ma anche perché festeggia un compleanno importante: 10
anni.
E’
emozionante pensare a quanti bambini, col trascorrere del tempo, hanno
raccontato le proprie esperienze di scuola, di amicizia, di ricerca e di
fantasia sulle pagine dei nostri diari, illustrandole con disegni e
colori.
Ad
ogni edizione abbiamo dato spazio a temi significativi: gli Egizi, il
riciclaggio, la scienza, la fantasia, il libro e il piacere di
leggere,….;ogni anno altre scuole hanno chiesto di poter collaborare con
noi e con i bambini del 1° circolo.
Il
tema dell’edizione 2008/09 è
la Dichiarazione
dei Diritti dei Bambini perché quest’anno ricorre il cinquantenario
della Dichiarazione e il ventennale della Convenzione ONU.
Gli
insegnanti hanno proposto in classe svariate attività che hanno portato
gli alunni ad una attenta analisi di ogni diritto, a quanto sia scontato
che ognuno di noi possa usufruirne, ma che questo non si può
generalizzare.
Dalle
scuole Gramsci e Rodari e dai bimbi più grandi delle scuole
dell’Infanzia sono stati prodotti elaborati molto significativi, frutto
di riflessioni su quanto spesso i diritti vengano dimenticati o
negati ad altri bambini che, in qualche parte della Terra, sono meno
fortunati.
Siete
curiosi? Sfogliate le pagine del Diario Amico che sicuramente
qualche bambino della vostra famiglia avrà in cartella.
Insegnanti
e bambini del II Circolo
Orbassano,
14/01/09
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LABORATORIO
DI LETTURA
GIOCHI
IN CLASSE CON L’ORCO TONTOLO
Un
giorno di ottobre è venuta una ragazza di nome Laura a leggerci un libro
intitolato “L’orco che non mangiava i bambini”di R.Barbero.
Nella
storia si racconta che l’orco Tontolo non voleva mangiare le castagne
con il riccio(come facevano gli altri orchi).
Laura
ci ha divisi in 4 squadre per fare dei giochi.
Un
bambino per squadra era bendato e doveva prendere le castagne, doveva
darle ad un altro bambino che
lanciava le castagne a un compagno e questo doveva portarle all’ultimo
della squadra che doveva comporre il piatto più bello.
Laura
ci ha letto un altro pezzo di storia in cui Tontolo guarda un quiz in
televisione.
Poi
abbiamo fatto un gioco riferito alla storia:i quiz a squadre.
Laura
ci faceva delle domande importanti: qual è il fiume più lungo
d’Italia? e non importanti: come si chiama il vicino di
casa della fidanzata del
calciatore…?
Successivamente
abbiamo riflettuto sulle differenze tra il mondo degli uomini e il mondo
in cui
viveva Tontolo, cioè città
e foresta.
E’
stato divertente fare i giochi di Tontolo perché questo orco è
simpatico, intelligente e amico dei bambini perché anche lui é un
cucciolo…di “soli”125 anni!!!
Le
classi seconde
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INTERVISTA
A ROBERTO BARBERO
AUTORE
DEL LIBRO: “L’ORCO
CHE NON MANGIAVA I BAMBINI’’
D:
Perché hai scritto un libro su un orco?
R:
Perché è un personaggio tipico
delle storie per bambini, ma ho cercato di rovesciare le caratteristiche;
per far capire che un orco ha dei pregi e dei difetti, ma anche noi
abbiamo molti difetti. Infatti, nel libro, gli umani adulti sono
rappresentati non proprio buoni. Quelli che si salvano sono gli orchi e i
bambini.
Penso
che il bene o il male non stiano mai da una sola parte.
D:
Quanto tempo hai impiegato per scrivere questo libro?
R:
Circa due o tre mesi, lavorando una o due ore al giorno, perché intanto
facevo anche altre cose.
D:
Cosa usi per scrivere?
R:
Il computer
D:
Come fai ad inventare un libro?
R:
Ci vuole della fantasia per trovare
l’idea buona.
D:
Come fai a trasformarla in un libro?
R:
Prima scrivo la storia semplicemente
con i fatti e poi la arricchisco e la abbellisco aggiungendo le
caratteristiche, le descrizioni…
D:
Come hai fatto a fare i disegni?
R:
I disegni sono stati fatti da una
illustratrice.
D:
Quanti anni avevi quando hai cominciato a scrivere?
R:
Ho cominciato quando ero bambino
facendo i compiti. Poi ho continuato da adulto, poi siccome sono diventato
insegnante ho pensato di scrivere delle storie per i bambini.
D:
Quando sei diventato scrittore?
R:
Secondo me si diventa scrittori
quanto ti pubblicano un libro, quindi circa sette anni fa.
D:
Quanti libri hai scritto?
R:
Ho scritto tre libri, gli altri si
intitolano “Maestri pazzi” e “Il pesciolino rosso nel mare”.
D:
Quale sarà il tuo prossimo libro?
R:
Sarà la storia di un fantasma che
ha paura degli uomini e di uno strano vampiro….
D:Ti
piace leggere libri?
R:
Dedico molto più tempo a leggere
che a scrivere.
D:
Ti ricordi il primo libro che hai letto?
R:
Credo fosse un libro di favole di animali.
D:Quando
eri piccolo qualcuno leggeva per te?
R: Sì, quando ero molto piccolo
e non sapevo ancora leggere da solo.
D:Che
emozione si prova a scrivere un libro?
R: Le emozioni sono tante, la prima forte emozione si prova quando ti viene
l’idea giusta. Poi, bisogna scrivere l’inizio del libro che è il
momento più difficile, perché l’incipit ( inizio) deve catturare il
lettore. In seguito si viene presi dalla storia. Finalmente quando il
libro è terminato si è emozionati e
si spera che piaccia anche agli altri .Infine, quando il libro è stampato
e l’editore ti manda a casa un pacco con
alcune copie del libro si prova una bella soddisfazione.
Ma
si percepisce una bella emozione anche nei momenti come questo, quando si
incontrano i bambini e si capisce che il libro è piaciuto.
Intervista
realizzata
dai bambini delle classi II
Festa del Libro
Orbassano
12 novembre
2007 |
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L’inventastorie
VIAGGIO
NELLA GIUNGLA
C’erano
una volta una tigre e un leone che vivevano in uno zoo. Erano tristi e
soli, così un giorno scapparono, andarono all’aeroporto e presero un
aereo per tornare in Africa dai loro genitori. Arrivati nella giungla
decisero di farsi un bagno e incontrarono un loro amico gorilla che con
un auto con una sola ruota li portò in giro a conoscere gli altri
animali.
All’improvviso
arrivò un robot cacciatore che li cercava per riportarli allo zoo.
Scapparono e mentre il robot li inseguiva furono aiutati da un cavallo
che si mise a scalciare con gli zoccoli, anche un cane lupo legò il
robot con il filo di uno yo-yo e lo intrappolò.
Allora
un’ape gli ronzò intorno e minacciava di pungerlo.
Il
robot ritornò così allo zoo senza gli animali.
Nella
giungla fecero amicizia con una tartaruga che li portò a casa sua dove
aveva un computer con un mouse con cui prenotarono i biglietti del
pullman per ritornare a casa loro. La tartaruga regalò loro un
portapenne e un quaderno con cui potevano scriversi e mandarsi delle
lettere. Finalmente partirono e tornarono da mamma e papà.
Classe
seconda.
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L’inventastorie
Una
storia felice
Il
sole splende nel cielo.
Una
bimba sta passeggiando e trova un paio di occhiali nell’erba vicino a
una penna.
La
bambina porta
i due oggetti
a casa
e
li fa vedere alla
mamma.
Intanto
una volpe furba la segue.
Piove
e poi esce di nuovo il sole.
La
bambina vede che la pancia della mamma è un po’ sporgente perché
dentro c’è un bambino.
Dalla
finestra vedono volare una farfalla.
La
bambina esce a giocare con la farfalla e danza come una ballerina.
Nel
cielo vola un falco,un ragazzino vede la bambina, gioca con lei come un
giullare.
La
bambina va a casa, trova la mamma che sta per partorire.
Vanno
all’ospedale e nasce il bimbo di nome Michele.
Tutti
insieme.
Classe
2
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IL
PALLONCINO E L’UCCELLINO
Alla
fiera di Orbassano c’erano dei pagliacci che regalavano dei palloncini
ai bambini.
Un
palloncino azzurro fu legato al braccio di un bambino di nome Riccardo.
Ad
un certo punto, il vento dispettoso slegò il palloncino dal polso di
Riccardo.
Il
palloncino azzurro incominciò a volare in alto, sempre più in alto…
Era
molto spaventato perché soffriva di vertigini e si mise s piangere.
Un
uccellino lo sentì e volò in suo soccorso.
Con
il becco afferrò il filo del palloncino e lo riportò da Riccardo.
Classe
seconda
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LE AVVENTURE DI UM, IL CANE
SPAZIALE
Era
una bella e fredda notte di inverno.
All’improvviso
nelle case e nelle strade si spensero le luci perché una navetta
spaziale si era scontrata contro un albero ed era precipitata a
terra.
Improvvisamente,
la porta
della navetta si aprì e uscì UM .
UM
era uno strano cane spaziale tutto bianco con le orecchie blu.
Un
bambino di nome
Stefano si svegliò, guardò dalla finestra e pensò: “ Perché
quel cane ha il casco in testa?”
Allora, Stefano decise
di scendere giù dal suo palazzo. Quando fu in strada
vide da vicino il cane e si spaventò. Anche il cane si spaventò
perché non aveva mai visto un umano da vicino.
Dopo
un po’ i due divennero amici. Il cane spiegò al bambino che aveva
bisogno di riparare la navetta spaziale per ritornare sul suo pianeta. Il
bambino allora disse:
“Vieni con me”. Insieme si incamminarono sul
“SENTIERO DELLE COSE DA RIPARARE” e arrivarono nel
negozio del meccanico più bravo della città.
Il
meccanico andò a controllare la navetta e poi disse:” Sì, forse posso
ripararla però bisogna comprare molto materiale
e ci vogliono molti soldi. Avete i soldi?”
UM
guardò
Stefano e disse: “ Soldi? Cosa sono i soldi?” Stefano spiegò:
” I soldi sono dei piccoli pezzi di metallo o di carta che servono per
comprare le cose……………”
Allora
UM chiese:
“ Dove posso trovarli?” Stefano
rispose : “Ho un’idea!”.
Il
mattino dopo Stefano e UM
andarono insieme alla BANCA DEI BAMBINI.
Quando
i due entrarono, ebbero una bella sorpresa: il Direttore della banca era
un cane bianco con le orecchie blu. Era un lontano parente di UM. Dopo
aver ascoltato la storia di UM il Direttore disse: “ E va bene, la banca
ti farà un PRESTITO, così tu potrai riparare la tua navicella, ma prima
devi firmare queste carte e promettere che ritornerai sulla terra per
restituire il denaro che hai preso in prestito”.
Dopo
qualche giorno UM
potè partire con la sua navetta ritornata come nuova, ma prima
disse a Stefano:
“ Ciao amico, tornerò presto a trovarti e
ti porterò a fare un giro nello spazio. UMMMMMM!!!!”.
Classe
II
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ALLA
SCOPERTA DEI SEGRETI DI UN QUOTIDIANO
VISITA
ALLA REDAZIONE DE "LA STAMPA"
Alunni
in redazione
TORINO –Finalmente i ragazzi escono
dallo stabilimento tipografo con una copia del quotidiano sotto il
braccio. Con calma è meglio partire dall’inizio.
All’interno della redazione alcune
persone sono già al lavoro per realizzare il nuovo numero del giornale;
ci troviamo in un open space
ovvero un grande ufficio dove possono lavorare fino a 240 giornalisti
suddivisi in gruppi ognuno dei quali si occupa di un determinato settore.
I ragazzi delle quinte elementari di Orbassano stanno girando tra le isole
costituite da gruppi di scrivanie, alla scoperta di come nasce La Stampa.
Accanto al tavolo della rassegna stampa
il direttore e i capi redattori centrali si sono già riuniti nei loro
uffici per decidere quali informazioni andranno in prima pagina: è la
prima delle tante riunioni che si terranno nell’arco della giornata.
Sullo stesso piano dell’edificio i
tipografi organizzano il menabò
e il timone per assegnare spazi
precisi ad articoli e pubblicità.
Per scrivere i “pezzi” i giornalisti
utilizzano le informazioni ricevute dalle agenzie, dagli inviati, dai
propri appunti, da internet; quindi completano il lavoro sfogliando libri,
documenti, fotografie e numeri arretrati del giornale raccolti fin dal
1867 nell’archivio.
A questo punto i ragazzi seguono il
viaggio del quotidiano giunto ormai alle rotative che stampano 75 000
copie all’ora, le quali vengono raccolte, impacchettate, confezionate e
smistate per la spedizione, grazie a un sistema automatico che lascia a
bocca aperta i visitatori.
Sicuramente mercoledì 28 novembre è una
data che rimarrà stampata nella mente di quei magnifici studenti.
Le classi quinte |
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Laboratorio
musicale
COLORI
E SUONI UN DIALOGO EMOZIONANTE
ORBASSANO-
Cadevano le foglie,spuntavano le castagne un gruppo di piccoli artisti si
stava preparando a dar vita ad un dialogo molto particolare ed
emozionante;consisteva nel comunicare i propri stati d’ animo ai
compagni di gruppo tramite pennellate sparse su uno spazioso foglio
bianco. L’azione si svolgeva nella scuola primaria intitolata ad Antonio
Gramsci, precisamente nel maestoso laboratorio musicale.
Una
dolce musica di sottofondo creava un’atmosfera calma e rilassante che
permetteva lo svolgimento di quel dialogo silenzioso.
Al
termine i ragazzi della 5°A scelsero i titoli per le loro fantastiche
opere, espressero i loro sentimenti e composero musiche soavi per
commentarle. Dopo due mesi di duro lavoro i giovani artisti registrarono
le loro… sinfonie e tornarono ai loro banchi soddisfatti e con la gioia
di aver scoperto come sia possibile comunicare senza le parole.
Classi
quinte
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LABORATORIO
TEATRALE
“TEATRO
DEI MISTERI”
IN
COLLABORAZIONE CON IL TEATRO REGIO di Torino
PRIMO
INCONTRO CON L'AGENTE CAPO
Ieri
4 dicembre
2007 , è venuto
in classe
un attore
del teatro Regio
con una
missione
da compiere! Ha
detto che
esiste il capo
dei capi
che si
chiama “CAPO
CAPO” e che
comanda tutti
i capi. A loro volta i capi comandano gli AGENTI che partono dal decimo livello e vanno fino al primo: quelli
del decimo comandano quelli del nono livello, quelli del nono comandano
quelli dell’ottavo, e così via.
Il
signore che è venuto in classe da noi è un capo in cerca di aiutanti per
compiere una missione
importante!
All’inizio
aveva addosso uno scaldacollo che poi si è tolto per mostrarci a cosa gli
serviva: gli era infatti utile in
caso di pericolo o per molte altre funzioni.
Aveva
pure una penna particolare in
grado di rilevare la presenza di cimici di eventuali spie e così è
passato tra i banchi è ci ha controllati tutti.
Con
una specie di cellulare ha poi contattato il capo dei capi per informarlo
sulla sua posizione.
Per
divertirci ha poi inventato una filastrocca con i nomi delle piante che
abbiamo preso allo stagno.
Prima
di diventare agenti, ci ha spiegato, che era necessario che noi
superassimo una serie di prove : la prima era di CORAGGIO.
Allora
ha tirato fuori un suo libretto e ha
fatto fare ad ognuno di noi
delle prove di coraggio a nostra scelta appuntandosi la riuscita di ogni
prova.
Alla
fine dell’incontro, durante il quale abbiamo superato tutti la prova di
coraggio, ha detto di guardarci
sempre intorno!
L’incontro
è stato divertente ed interessante e noi lo aspettiamo volentieri la
prossima volta per scoprire quale prova ci farà fare.
Le c |
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SECONDO
INCONTRO CON L'AGENTE CAPO
I
bambini delle classi terze si preparano all’esplorazione fantastica del
teatro Regio di Torino alla ricerca dei suoi segreti.
Orbassano – Oggi, 18 dicembre 2007,
nella nostra classe è ritornato l’Agente Capo. L’Agente Capo è un
agente speciale che compie delle avventure misteriose:
è alto e magro, è pelato, ha gli occhi
scuri, il naso piccolo, una grande bocca sorridente e porta gli occhiali.
Indossa scarpe nere, una camicia nera, dei pantaloni verdi e ha al collo
una bandana rossa, ma in realtà è un trasmettitore che permette di
individuarti ovunque tu sia.
Di solito ha un’espressione allegra, ma
alcune volte è pensieroso…
A noi questo Agente Capo è proprio
simpatico e ci fa morire dal ridere quando parla al telefono con Capo
Capo, il suo superiore.
Capo Capo ha una certa età e non capisce
tutto quello che gli racconta l’Agente Capo.
In particolare, quando l’Agente Capo
gli parla di noi bambini, Capo Capo ci confonde con “fagiolini”, “gelatini”,
“scatolini”, “tortellini”… e la telefonata diventa molto buffa.
Oggi l’Agente Capo ci ha proposto due
prove, ma in realtà erano tre.
La prima l’avevamo fatta il 4 dicembre:
si trattava di una prova di coraggio, dove ognuno di noi faceva una cosa
difficile; la seconda era la prova a gruppi della scoperta, dovevamo
scoprire un oggetto nascosto e interessante che si trovava nella nostra
classe; la terza prova era quella di fantasticare con l’oggetto trovato
e inventare una storia o una scenetta.
Dopo aver superato la terza prova abbiamo
finalmente scoperto il nome dell’Agente Capo, che era rimasto fino ad
allora segreto.
Ha detto che si chiama “Marco”, ci ha
salutato ed è uscito dalla classe.
Prima di uscire però ha detto che noi
tutti abbiamo superato le prove e perciò siamo pronti per compiere la
nostra prima missione segreta al Teatro Regio di Torino e diventare
finalmente agenti segreti di 1° livello.
I bambini delle terze

L’Agente
Segreto Marco durante il nostro ultimo incontro.
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TERZO
INCONTRO CON L'AGENTE CAPO
DALLA
SCOPERTA ALL’INVENZIONE
Esplorando
la nostra classe alla ricerca di qualcosa di interessante, abbiamo
scoperto alcuni elementi con le quale, fantasticandoci sopra, siamo
riusciti ad
inventare queste storielle:
IL
QUADRATINO NELLA GALLERIA
Un giorno un “quadratino” entra in una
galleria, cade dentro un buco e finisce in un computer. Qui digita un
codice segreto e si allarga diventando uno schermo gigante .Tutti i
bambini giocarono con lui.
L’ALIENO
DALLE MANI SPORCHE
Una volta un alieno e’ entrato nella
classe 3^ A della scuola Rodari e si e’ arrampicato sul muro lasciando
la sua impronta. Poi e’sceso dal muro rincorrendo i bambini e le maestre
che, dalla paura, si trasformano anche loro in alieni.
I
VIRUS
Dentro la crepa di un tavolo se ne stanno
,buoni, buoni, migliaia e migliaia di “virus”. Un giorno, alla vista
del computer posto sul tavolo, impazziscono. Escono dalla crepa e si
infilano dentro di esso. Combinano un vero guaio! Il computer si blocca e
i bambini non riescono piu’ a giocare.
IL
BUCO MAGICO
Quattro bambini della 3^A,
mentre fanno
l’intervallo nel giardino della loro scuola,avvistano un “buco
nero”e si avvicinano. Uno di loro pronuncia una parola magica e tutti ,
improvvisamente ,vengono inghiottiti. Si
ritrovano dentro un computer imprigionati da tanti “fili”’.
Ma arriva un signore che li aiuta a liberarsi: consegna loro 4 pistole con
le quali i bambini sparano ai “fili –virus”. Felici e contenti
pronunciano la stessa parola magica
e si ritrovano in giardino.
I bambini delle classi III
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