Circolo Didattico Orbassano 2°

 

 

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LA SCUOLA “ANITA GAMBA” E

 LA  NUOVA SCUOLA  IN COSTRUZIONE

INTERVISTA  AI BAMBINI

LUCA: “La nostra scuola è arancione.”

ALESSANDRA: “La nostra scuola è un po’ piccola, la vorrei più grande.”

ALESSANDRO: “Qui abbiamo tanti giochi… allora un giorno io mi travestirei da ladro a carnevale e li ruberei tutti, me li porterei a casa, perché mi piacciono tanto!”

SIMONE: “A scuola mi piace giocare con tutto!”

SUSANNA: “Io ruberei tutti i cartellini delle presenze con le foto dei bambini e me li porterei a casa, così li posso appendere al muro e guardo le facce degli amici.”

GIADA: “A me piacciono tutti i lavori appesi al muro.”

SAMUEL: “Io sto bene qua...”

RICHARD: “Mi piacerebbe una scuola dove ci può arrampicare e passare dalle finestre anziché dalle porte!”

GABRIELE: “Io per finta la dipingerei tutta gialla.”

VIVIANA:” Io la farei lilla.”

ILARIA: “..e io verde.”

LUCA: “La scuola nuova la vorrei di tutti i colori!”

FEDERICO: “Sì, anche io di tutti i colori, ma anche dentro, anche le pareti, anche il bagno, i water e lavandini rossi gialli…, sai che bello!”

GABRIELE: “Io stanotte ho sognato la scuola nuova che era di tutti i colori.”

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RICOSTRUIRE LA NOSTRA STORIA SCOLASTICA

Abbiamo fatto una discussione sulla vita di ognuno di noi e ci siamo resi conto che i RICORDI

Abbiamo concluso che per ricostruire la nostra storia scolastica i ricordi non bastano.

Abbiamo così raccolto dati e informazioni attraverso questi DOCUMENTI:

·         Le interviste

·         Le fotografie e i filmati

·         Gli oggetti (giochi,zaino,portapenne,ecc….)

·         I documenti  scritti (quaderni,pagelle,diari,verifiche,disegni,ecc…..)

Tutti questi documenti sono le  FONTI,che raccontano il nostro tempo passato.

Abbiamo anche confrontato alcuni aspetti della nostra vita scolastica con quelli dei GENITORI e dei NONNI, per vedere com’è cambiata la scuola negli ultimi 50-60 anni.

Abbiamo intervistato  i nostri genitori e la nonna  di una nostra compagna e abbiamo notato

Oggi ci sono più maestre per classe, mentre una volta ce n’era una sola.

Non c’erano i laboratori e non si andava quasi mai in gita.

Anche i documenti di valutazione erano diversi,invece dei giudizi c’erano i voti da 1 a 10.

Se gli alunni non si comportavano bene venivano sottoposti a delle punizioni.

Per venire a scuola tutti indossavano il grembiule.

Non esistevano gli zainetti, ma si usava una cartella di cuoio o di stoffa: non era certo ben fornita  di materiali come il nostro zaino!

I nonni, per scrivere, usavano la penna col pennino che veniva intinto nell’inchiostro del calamaio: quante macchie facevano sui quaderni!

 Classi III

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STRALCIO DELL’INTERVISTA RIVOLTA ALLA NONNA DI UNA NOSTRA COMPAGNA

La nonna intervistata andava a scuola più di 60 anni fa, nel periodo della guerra.

A quel tempo molti bambini non finivano la scuola elementare, perché dovevano aiutare i loro genitori nel lavoro dei campi.

«La mia aula era grande, luminosa e alta. C’erano: una lavagna girevole, una cartina geografica, il mappamondo, il crocifisso, i banchi e la stufa ( a turno noi bambini avevamo l’incarico di accenderla prima dell’inizio delle lezioni ). I banchi erano lunghi, alti, inclinati; sul banco c’era il calamaio: infatti si scriveva con la penna e il pennino. Per asciugare l’inchiostro usavamo la carta assorbente. Eravamo seduti su delle panche provviste di schienale. La cartella era di cartone o di stoffa, di forma rettangolare, col manico e due fibbie o bottoni. Conteneva il sussidiario, un quadernino a righe e uno a quadretti, il portapenne ( di stoffa ), il temperino, la gomma, la matita, la penna col pennino, le matite colorate, la carta assorbente, l’album piccolo da disegno.

Avevo una sola maestra che viveva nella scuola. Noi alunni le facevamo le commissioni e a volte anche il letto. L’orario scolastico era il seguente: dalle 8 alle 12:30, tutti i giorni. Il giovedì e la domenica era vacanza.

 La classe era formata da circa 28 alunni, divisi tra maschi e femmine. Indossavo un grembiule nero, con il fiocco blu e il colletto bianco. Le punizioni consistevano nel mettersi in ginocchio con le mani sulla testa, oppure dietro la lavagna. Venivano date anche bacchettate sulle mani.

Le materie di studio erano: italiano ( temi- dettati- diario ), matematica, storia, geografia, scienze, lavori manuali, ginnastica, disegno e canto. Non  c’era l’intervallo; si mangiava pane e marmellata, pane e salame, pane burro e zucchero o miele, mentre si scriveva.

Avevo tanti compiti tutti i giorni e nessuno mi aiutava a farli. Non facevo gite: sono andata una volta sola, con i compagni, a trovare una mia compagna ».

Classi III

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 LA MIA SCUOLA

La mia scuola e’ un po’ vecchiotta,credo che abbia circa quarant’anni. Ha un bel colore arancione mandarino all’esterno e bianco e rosa all’interno. Sulla terrazza ci sono tre bandiere :una dell’Italia,una dell’Europa e una del Piemonte.

All’esterno c’e’ un bel giardino, molto grande, con pochi alberi e delle piantine intorno alla ringhiera; non ci sono giochi, quindi ci dobbiamo arrangiare. Quando usciamo,durante gli intervalli,noi maschi giochiamo a calcio, le femmine chiedono di giocare con noi ,le facciamo partecipare , anche se non tutti siamo d’accordo. Qualche volta litighiamo e la maestra ci sequestra la palla;una volta siamo stati obbligati a giocare a nascondino per due settimane!

All’interno della scuola ci sono molte aule:al piano terra l’aula di pittura , la biblioteca ,il saloncino di musica, la sala delle feste con gli addobbi, la mensa. Al piano di sopra c’e’ la nostra aula che e’ arredata in modo abbastanza carino, con tanti banchi verdi,uno scaffale,una lavagna,due armadi

e alcuni banchi piccoli per tenere tanti libri delle maestre.

I bagni sono brutti e li vorrei cambiare, senza più scritte sul muro e vorrei anche delle tavolette per i water, lavandini nuovi e porte nuove con maniglie gialle e verdi.

Molte volte le insegnanti ci dicono che siamo bravi, oppure, quando non siamo attenti ci danno delle sgridate. I compiti a volte sono facili , a volte impegnativi.

Durante gli intervalli fatti in classe, giochiamo in gruppo , qualche volta litighiamo e ci picchiamo ma poi facciamo pace.

Le attivita’ che piacciono di più a noi bambini sono: basket, che diverte, disegno , computer e testi perchè ogni tanto ci si aiuta a vicenda e si parla.

Classi IV

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  IL NOSTRO GIARDINO SPECIALE

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Il 6 Novembre 2007 è venuto nella scuola Valentino Barone per darci delle indicazioni su come preparare un giardino speciale nella nostra scuola. Il terreno a nostra disposizione si trova vicino al nostro amico ciliegio. Il lavoro coinvolge tutte le classi seconde della scuola elementare “A. Gramsci” ad ognuna delle quali Valentino ha assegnato un pezzo di terreno. Ogni bambino ha ricevuto degli attrezzi (pale, zappe, rastrelli) e sono iniziati i lavori. Abbiamo zappato la terra, rastrellato le foglie secche, tracciato i confini del giardino, tolto le pietre, trapiantato e potato degli arbusti già esistenti.

In primavera metteremo le piante che formeranno una siepe naturale che attirerà gli uccelli e forse pianteremo anche degli ortaggi.

Lavorare è stato faticoso, perché il terreno era duro e gli attrezzi entravano a fatica nel terreno che era incolto da parecchi anni.

È stata comunque una bella esperienza che ci ha dato grande soddisfazione.

 

Inaugurazione del giardino (presentazione .ppt)

Classi II

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LA MIA SCUOLA LA VORREI

Cosa pensa  un bambino di quattro-cinque anni  in merito alla propria scuola, come la vede?…Abbiamo provato a chiederlo…

“Come la vedo la mia scuola? Con tanti giochi e tanti amici! Mi piace perché si lavora…qualche volta le maestre ci fanno pitturare…ogni tanto tirano fuori qualche gioco nuovo e noi siamo felici! Veramente quando arrivo vorrei tornare a casa per stare con la mia mamma, ma poi vedo i miei compagni e sono contenta!

Veniamo a scuola il lunedì, il martedì, il giovedì…non dico sabato perché si sta a casa! Appena arriviamo togliamo i giubbotti, li appendiamo e mettiamo il grembiule e le ciabatte, così siamo pronti per andare in classe…salutiamo la maestra, apriamo la finestrella dove c’è la nostra foto (indica che ci siamo, che siamo presenti a scuola…chi non la apre vuol dire che non c’è!).

A scuola mi piace stare perché si gioca tutti insieme, si disegna e si canta con le maestre!

Al mattino facciamo le presenze e mangiamo i biscotti!… Non ho detto cosa facciamo  a pranzo!...Ci laviamo le mani mentre le signore preparano i tavoli e andiamo in salone a mangiare… alcune volte prima di mangiare cantiamo la canzone “ FAME, FAME, SETE!”…finalmente poi giochiamo...Il mio gioco preferito è in casetta, giocare con la cassa…butterei gli animali perché non mi piacciono quei giochi!

Nel pomeriggio riposiamo, ci alziamo e facciamo laboratorio…

Cosa cambierei della mia scuola? Nulla! Cosa voglio di più ancora? Forse che i maschietti dovrebbero essere più bravi, non spingere, non tirare calci e non urlare…  

Disegno la mia scuola…

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INTERVISTA SULLA SCUOLA

 

I bambini della scuola dell’infanzia Barbara Apriero rispondono ad alcune domande sulla propria scuola:

 

COS’E’ UNA SCUOLA?

Dove si impara, a costruire, a disegnare, a giocare, a scrivere. Dove si gioca con gli amici, ci sono tanti bambini.

Dentro ci sono i giochi, e si gioca. Ci sono i tavoli, e i mobili, e le sedia, e i pennarelli, e i pennelli.

E’ dove ci sono i Bambi, e si sta a giocare.

E’ divertirmi con Gabriele.

E’ tipo un asilo, però si può giocare, e si può disegnare anche. E’ grande, poi ci sono tante classi e si può andare in palestra, e poi si possono fare i compleanni, e cantare delle canzoni. E poi da grandi puoi fare i quadratini del tempo. E poi ci sono i puzzle.

E’ dove i bambini grandi invitano a giocare quelli piccoli.

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COSA VORRESTI CHE CI FOSSE, E CHE ORA NON C’E’?

Una piscina, per nuotare d’estate

Un giardino con tanti fiori

Una vasca con le palline

Una carrozza con i cavalli

Un’isola dei Gormiti

Una giungla con i dinosauri

Una spiaggia, perché mi piace nuotare e pescare con i miei amici

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COME LA VORRESTI TRASFORMARE?

La farei diventare un laboratorio di vetro per fare le pozioni

La trasformerei in una casa piccolina di cioccolato, da mangiare

In una grande biblioteca blu, con tanti giochi e libri

La farei diventare piccola e ci giocherei

In un grosso mare per tuffarmi

La farei diventare un castello e la riempirei di giochi

In una fattoria con tanti animali, il cane, il cavallo e un gatto piccolo

In una carta da gioco, come fa il mago con il coniglio nel cappello

Vorrei che si spostasse in montagna per giocare con la neve

In un giardino pieno di farfalle

In un mare rosso con tanti pesciolini che nuotano dentro l’acqua.

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