Circolo Didattico Orbassano 2°

 

 

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QUESTO NON E' UN GIOCO...

Ci sono bambini meno fortunati di noi!

Abbiamo letto insieme i DIRITTI DEI BAMBINI, ne abbiamo parlato insieme e abbiamo pensato che tutti i bambini devono avere gli stessi diritti. Ma non è sempre così….

La maestra ci ha letto la storia di un bimbo di nome Mame Ngor che lavora nella discarica più grande dell’Africa Occidentale.

Lui e i suoi amici lavorano nella discarica cercando metalli e oggetti recuperabili da rivendere; alla fine della giornata guadagnano uno o due euro per comprare cibo e vestiti per le loro famiglie.

Il sogno di Mame è andare via di qui per trasferirsi in Italia a lavorare per guadagnare soldi.  Solo che il viaggio per arrivare in Italia costa molto caro, quindi Mame e i suoi amici rimangono nella discarica e continuano a cercare.

Classi seconde

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IL DIRITTO DELL'INFANZIA PIù IMPORTANTE, SECONDO ME, è ...

In classe abbiamo parlato dei diritti dei bambini, che sono stati stilati dopo la seconda guerra mondiale, perché noi bambini siamo il futuro del mondo.

Questi diritti non vengono garantiti a tutti i bambini del mondo e noi europei, per questo siamo più fortunati perché siamo più protetti.

Non sapevamo che ci fossero dei diritti, ma dopo che li abbiamo letti, abbiamo pensato che è molto bello che qualcuno li abbia scritti per noi.

Un diritto dei bambini è quello di essere soccorsi per primi in caso di catastrofe, questo per me è molto importante, perchè sapere che mi salveranno per primo se finirò in mezzo a una catastrofe, un terremoto o un incendio, mi fa sentire sicuro e amato.

Tra tutti i diritti letti mi è piaciuto di più quello all’affetto: è bello sapere che c’è un diritto che parla dell’amore, della comprensione e della protezione verso i bambini. Io non saprei stare senza l’affetto dei miei genitori, dei miei nonni e dei miei amici.

Per me il diritto più importante è l’uguaglianza, perché tutti  siamo uguali, senza distinzione o discriminazione di razza, di sesso o di religione.

Classi quarte

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TUTTI  UGUALI...TUTTI  DIVERSI...

Dal  libro: STORIA  DI  UNA   GABBIANELLA...

Il gatto Zorba dice alla gabbianella Fortunata:

“… abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. E’ molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile e tu ci ha insegnato a farlo.”

Questo brano ci fa capire una cosa importante: si può amare e rispettare anche chi è diverso da noi, come dice l’art. 1 della “Dichiarazione dei Diritti dell’Infanzia”.

ARTICOLO  1

Il bambino deve godere del diritto all’uguaglianza, senza elezioni, senza distinzione di razza, di colore, sesso, di lingua o di religione.

Abbiamo riflettuto sull'Art.  1  e  abbiamo provato ad interpretarlo nei nostri racconti. Eccone alcuni.

Tutto iniziò così...

Era il primo giorno di scuola della terza; la maestra, l'anno prima, ci aveva accennato che l'anno dopo sarebbe arrivato un nuovo compagno che però non sapeva ancora come si chiamava, non sapeva com'era fatto, insomma non sapeva niente su di lui!!! Soltanto la direttrice conosceva le sue caratteristiche, ma non l'aveva accennato ancora a nessuno.

Un lunedì mattina, cioè il primo giorno della terza, entrai in classe tutta contenta di rivedere i miei amici e la maestra ci salutò.

Tutti tranquilli lavoravamo, chiacchieravamo, disegnavamo e avanti così, ma, ad un certo punto, si sentì il pianto di una bambina di più o meno otto anni. La maestra socchiuse la porta e uscì dalla classe, provò ad aprire la porta dello sgabuzzino e trovò una bambina non tanto alta, di colore, con tante treccine in testa e perline tutte colorate, vestita con una gonnellina rosa, una maglietta azzurra ed un golfino fatto di pizzo bianco. Entrò in classe con questa nuova bambina e ce la presentò, dicendo che era Maria, la nostra nuova compagna di classe, che era diversa da noi, però di non trattarla male perchè poteva essere più debole di noi.

Suonò la campanella delle 10,30: voleva dire che era l'ora di intervallo; lei si era

portata una piccolissima merenda.  Piano piano, Maria si avvicinò a me e mi chiese se le potevo dare un pezzo del mio panino al salame; io glielo diedi proprio con sacrificio, lei mi disse un timido grazie e, durante l'intervallo, non giocò per niente.

La maestra alle 11.00 ci mandò al posto e Maria chiese, sempre molto timida, cosa dovevamo fare, la maestra  le rispose di aspettare un attimo. Incominciò la lezione... all'inizio non ci credevo... era seduta vicino a me! La maestra aveva spostato da vicino a me le mie amiche del cuore, Matilde e Sofia.

Maria mi chiedeva ogni due minuti qualcosa: e come si scrive... e come si legge... e che ore sono... Ad un certo punto mi alzai e, gridando, dissi: “Basta!!!”. La maestra mi chiese perchè avevo urlato in quel modo ed io le risposi che era perchè Maria mi scocciava!  Passò un mese, poi due, poi tre, poi... finalmente iniziò a capire qualcosa; nell'intervallo qualcuno giocava con lei, ma io quasi mai.

Arrivò il 15 Giugno e dovevamo andare in vacanza: tutti avevamo lo zaino pieno, più due borse di libri. Io, il 16 Giugno partivo per le vacanze e, purtroppo anche Maria; lei non mi disse dove andava in vacanza, ma io le dissi che andavo a S.Vincenzo.

Alla mattina partii con il mio camper e andai a S.Vincenzo; il giorno dopo, nel campeggio, arrivò un altro camper e si mise di fianco a noi: era di persone di colore.

Facemmo amicizia e... sapete chi era? Era Maria.

Classi 4° Gramsci

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