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INTERVISTA
ALLA PSICOMOTRICISTA |
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L’ultimo
incontro di psicomotricità è terminato. Che peccato! La lezione di
psicomotricità è una di quelle che aspettiamo
più volentieri. Al lunedì ci piace scendere in palestra, siamo
curiosi di sapere quali giochi ci ha preparato Silvia. Ci piace il gioco
libero dove possiamo inventare dei giochi nuovi con il materiale che
abbiamo a disposizione. Alcuni di noi amano tuffarsi sui materassi e non
smetterebbero mai, altri preferiscono costruire casette, tane,
giostre……. Ci sono palloni di tutti i tipi e colori, e poi c’è il
fagiolo: un pallone blu doppio, siccome ce n’è solo uno a volte
litighiamo per averlo ma poi riusciamo sempre a metterci d’accordo.
Anche l’anno scorso abbiamo fatto
psicomotricità con Silvia, molti noi la conoscevano già dalla scuola
materna, però ci piacerebbe
sapere qualcosa di più di lei e allora abbiamo pensato di intervistarla. |
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Ti piace lavorare con noi?
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Mi
piace moltissimo restare con voi… è così divertente, a volte, che mi
dimentico che è un lavoro. Ma ci sono anche giornate in cui è più
faticoso. Comunque non vorrei fare altro!
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Perché hai scelto di fare l’insegnante di
psicomotricità?
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Sono
arrivata quasi per caso, a fare la psicomotricista. Prima facevo
l’insegnante, ma non ero molto contenta… poi ho saputo di questa
professione, che era poco conosciuta negli anni ’80, e mi sono iscritta
al corso. Ho scoperto che era proprio quello che volevo fare “da
grande”!
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Da piccola volevi fare questo lavoro?
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No,
da piccola pensavo che avrei fatto il dottore, e poi sarei andata in
Africa… Ad un certo punto ho cambiato idea!
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Come si fa e quanto tempo ci vuole per diventare
psicomotricista?

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Per
diventare psicomotricisti si deve fare una Scuola Superiore. E poi
l’Università. Quindi ci vogliono otto anni, dopo la Scuola Media
Inferiore…se non si perde tempo a dare gli esami e fare il tirocinio e
la formazione personale! |
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Hai deciso tu che la nostra scuola facesse
psicomotricità?
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No,
io non avevo mai lavorato come psicomotricista nelle Scuole: nel 1996
facevo la terapista, cioè lavoravo con bimbi che avevano delle difficoltà.
Mi ha cercata la direttrice del vostro Circolo, si chiamava Gabriella. E
così ho incominciato nella vostra scuola |
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Chi inventa i giochi che ci fai fare e come fai a
impararli tutti?

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I
giochi che vi faccio fare…li inventate voi! Quasi tutti i giochi mi sono
venuti in mente osservando il gioco libero dei bambini! Poi, a casa, li
ripenso, li scrivo, li aggiusto un po’…poi li propongo. Non tutti
funzionano, alcuni mi accorgo che non vanno, così come li avevo pensati,
ma di solito sono i bambini a farmi capire come devo organizzarli. Per
esempio, visto che voi fate seconda, il gioco della lavatrice me lo hanno
suggerito, giocando, dei bambini di seconda, tre o quattro anni fa…loro
non facevano la lavatrice, ma ricordo benissimo com’era iniziato il loro
gioco, e quanto si divertivano. “Questo può funzionare!” mi sono
detta. Perché mentre li guardavo mi divertivo anch’io!
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Perché facciamo
psicomotricità? |
Io credo che i giochi servano a tre cose diverse:
a
divertirsi, scaricare la tensione, stare meglio...
Ad
imparare a pensare, ad organizzarsi, a fare ...
A
stare con gli altri, che sono tutti diversi, e hanno tutti qualcosa di
bello da portare nella nostra vita. Come il pesciolino Arcobaleno, vi
ricordate?
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Hai comprato tu il materiale della
palestra? |
Il
materiale della palestra è in parte mio e in buona parte lo hanno
acquistato le insegnanti, un po’ ogni anno, con i fondi a disposizione.
Io suggerisco che cosa comprare. Voi avete delle idee? |
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In tutte le lezioni che hai fatto con noi, c’è stato qualche momento
emozionante?

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Si,
mentre lavoro i momenti emozionanti sono tantissimi: quando un bimbo
impara a fare delle cose
che gli facevano paura, quando un gioco funziona, e tutti, proprio
tutti sono contenti…quando vedo certi sguardi delle maestre, che
guardano voi giocare, e pensano a quanto siete speciali, quanto siete
bravi…e un sacco di altre situazioni.
Per fortuna non mi avete chiesto quando mi sento scoraggiata!
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